Patrizia Duso
COSA VUOL DIRE “ESSERE SPIRITUALI”?
Per alcune persone essere spirituali significa ritirarsi in solitudine, limitarsi all’essenziale, essere vegetariani, meditare, pregare. E va benissimo. Come spesso ripeto, ognuno ha la propria strada da percorrere. C’è chi deve fare esperienza di attaccamento alla materia e chi deve sperimentare il distacco.
Ne consegue che essere spirituali può tradursi nello stare bene con noi stessi, pacificati con il mondo, vivendo una vita per così dire “normale”, apprezzandone la bellezza e imparando a gestire la complessità delle relazioni e delle prove da affrontare.
Così come meditare, pregare, recitare mantra tanto per fare, senza una profonda connessione con la nostra interiorità, non vuol dire essere spirituali. A volte è più spirituale chi fa piccolo gesto ma con il cuore, senza aspettarsi nulla, per il solo piacere di farlo, rispetto a chi mette in piazza la propria bontà. Ricordo mia nonna Jeta che quando il prete la rimproverò di non andare a messa rispose che il suo motto era Ora et labora e che con otto figli non aveva tempo per fare altro. In effetti, a che serve stare a gambe incrociate per ore se poi mandiamo a quel paese la prima persona, magari un familiare che fa qualcosa che non ci piace, oppure critichiamo tutto e tutti, sbandieriamo la nonviolenza e il vegetarianesimo e poi ci arrabbiamo con chi non lo è. A me capita ogni tanto di inciampare. A te?
